Test per Intolleranze Alimentari

Per la ricerca delle IgG specifiche - ELISA su micropiastra

Intolleranze Alimentari

La forma più conosciuta e studiata di allergia alimentare è quella di tipo 1 o IgE mediata, tuttavia solo l'1.5% della popolazione ne soffre. È caratterizzata da disturbi ad insorgenza rapida (entro due ore dall'ingestione dell'alimento responsabile dell'allergia) è classicamente riconoscibili: sensazione di soffocamento, improvvise chiazze cutanee, vomito e nei casi più gravi, shock anafilattico.

L'allergia alimentare tipo 3 o intolleranza alimentare sembra essere più frequentemente implicata nelle reazioni immunitarie, ne soffre il 45% della popolazione, ed è provocata dalla comparsa di quantità eccessive di IgG specifiche nei confronti di determinati alimenti.

Le IgG specifiche legandosi all' alimento allergizzante formano i immunocomplessi circolanti, che riversandosi nel sistema ematico, possono raggiungere i più disparati organi e tessuti provocando una gran varietà di disturbi e sintomi, alcuni molto comuni.

Poiché le intolleranze agli alimenti sono molto spesso non diagnosticate e non trattate, esse possono essere alla base di quadri clinici ritenuti, fino a quel momento, di origine sconosciuta.

Le persone intolleranti soffrono per anni, persino decadi, senza che insorge il sospetto che loro problemi di salute siano causati da ciò che mangiano.

 

Principio metodologico del dosaggio dell'intolleranza alimentare

Il test Allergia alimentare IgG mediata è un test immunoenzimatico basato sulla metodica ELISA (Enzime-Linked Immunosorbent Assay). Questo test consente l'identificazione ed il dosaggio di anticorpi di classe IgG (in tutte le sue sottoclassi ) diretti contro 109 diversi antigeni alimentari eventualmente presenti nel siero del paziente.

 

Gli alimenti selezionati corrispondono a quelli più comuni della Dieta Mediterranea. Con il test si rilevano e quindi, si rimuovono dalla dieta, quei detterminati alimenti nei confronti dei quali si è intolleranti.

 

La metodica utilizzata prevede una procedura a più step e l'utilizzo, quale substrato tecnologico, di una piastra appositamente studiata e realizzata, che funge da supporto solido per lo svolgimento delle necessarie reazioni immunoenzimatiche, e di un calibratore che consente l’espressione di risultati anche quantitativi. Nella fase di realizzazione della piastra in ogni pozzetto viene fissata una quantità standard di un solo antigene alimentare, diverso da pozzetto a pozzetto.

 

Il siero del paziente opportunamente centrifugato e diluito, viene ripartito nei pozzetti della piastra.

 

Qualora il siero contenga IgG specifiche per l'antigene alimentare fissato nel pozzetto stesso, si realizza un legame tra l'anticorpo e l'antigene; nei pozzetti in cui vi sono antigeni alimentari verso i quali non vi sono anticorpi non si realizza, invece, alcun legame

 

Dopo la normale procedura ELISA indicata nel kit, si leggono densità ottiche dei singoli pozzetti tramite un fotometro per micropiastre 450 nm (singola lunghezza d’onda) o a 450/620 nm (doppia lunghezza d’onda).

 

Disturbi

Elenco degli alimenti (109 food IgG) GD 14M - 1 test

Carciofo, melanzana, finocchio, broccolo, zucchina, cipolla, funghi, cavolfiore, cavolo, cicoria, spinaci, fagiolino, fagiolo bianco, borlotto, lattuga, patata, ceceria, pisello, pinolo, lenticchie, cetriolo, zucca, pomodoro, carota, peperone, pepe rosso, paprika, peperoncino, mostarda, pepe bianco, pepe nero, aglio, prezzemolo, basilico, cappero, oliva, semi di girasole, semi di sesamo, semi di cola, riso, avena, segale, orzo, frumento, grano duro, grano saraceno, granturco, glutine, lievito di birra, lievito di pane, mitile, ostrica, vongola, scampo, gambero, aragosta, granchio, sardina, acciuga, seppia, calamaro, polpo, tonno, merluzzo, sogliola, trota, nasello, spigola, salmone, albicocca, pesca, ciliegia, prugna, fragola, kiwi, limone, cedro, mela, melone, arancia, mandarino, pera, ananas, banana, castagno, uva bianca, uva nera, anguria, fico, mandorla, noce, nocciola, nocciolina, pistacchio, bianco uovo, tuorlo uovo, latte di mucca, latte di capra, pecora, cacao, caffè, thè, miele, carne di maiale, coniglio, agnello, tacchino, pollo, manzo.

Insulino resistenza

L’insulina è un ormone che viene prodotto dalle cellule beta del pancreas.

L’insulina prodotta viene rilasciata nel flusso sanguigno e viaggia in tutto il corpo. La maggior parte delle azioni dell’insulina sono dirette al metabolismo (controllo) dei carboidrati, lipidi (grassi) e proteine.

L’insulina è importante anche nella regolazione delle cellule del corpo, compresa la loro crescita.

La resistenza all’insulina o insulino resistenza (IR) è una condizione in cui le cellule del corpo diventano resistenti agli effetti dellinsulina, cioè la normale risposta a una determinata quantità di insulina è ridotta. Di conseguenza, sono necessari livelli di insulina più elevati per ottenere la stessa risposta. Detto questo potete capire perchè una situazione di insulino resistenza può portare a Sindrome metabolica e successivamente al diabete.

Se ad esempio un giovane necessita di 10 unità di insulina ogni 100g di zucchero, se si instaura una situazione di insulino resistenza necessiterà ad esempio di 15 unità di insulina per lo stesso quantitativo di zucchero. Più l’insulino resistenza peggiora e maggiore è il numero di unità di insulina che l’organismo richiede per metabolizzare la stessa quantità di glucosio, fino ad arrivare ad una situazione in cui è necessario somministrare insulina dall’esterno, perchè il pancreas non riesce più a far fronte alle richieste dell’organismo.

 

Quali sono le cause di questa insulina resistenza?

Una delle principali cause come potete ben capire è la dieta. Un’alimentazione troppo ricca in zuccheri semplici provoca una maggiore produzione ed un maggior rilascio di insulina da parte del pancreas e le cellule piano piano si abituano a questi elevati livelli di insulina e nel tempo ne richiedono sempre di più per funzionare.

A questo punto potrete dire: non mangio dolci, quindi non andrò incontro ad insulino resistenza.

Niente di più sbagliato. Un’altra importante causa che porta ad insulino resistenza è l’obesità, soprattutto quella addominale, che oltretutto oltre a causare insulino resistenza produce molte sostanze infiammatorie.

Ricordatevi che l’obesità è uno stato di infiammazione cronica.

Allora: io non mangio dolci e non ho la pancetta, quindi posso stare tranquillo?

Mi dispiace contraddirti anche questa volta ma un altro parametro molto importante è l’attività fisica: l’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina da parte dei tessuti, soprattutto quello muscolare. Aumentare la sensibilità all’insulina è l’esatto inverso che aumentare l’insulino resistenza, quindi senza tante spiegazioni riuscite a capire bene da soli la grande importanza rivestita dall’attività fisica.

Allora: io non mangio dolci, non sono grasso, faccio regolarmente attività fisica, quindi sono immune dall’insulino resistenza?

Purtroppo no. Il tuo stile di vita in questo caso è perfetto, ma purtroppo anche un uso continuativo di farmaci steroidei come il cortisone e alcune malattie infettive come ad esempio l’epatite C (HCV) e l’età possono incidere sull'insulino resistenza.

 

Come si misura l’Insulino resistenza?

Ci sono metodi diretti: più precisi e accurati e metodi indiretti: più pratici ma meno precisi.

Il gold standard per misurare l’insulino resistenza è un metodo diretto: il clamp euglicemico iperinsulinemico. Un altro test diretto di laboratorio molto affidabile è il test di tolleranza all’insulina.

Tra i metodi di misurazione indiretta si utilizzano normalmente due indici: l’indice HOMA (Homeostatic model assessment) e il QUICKI (quantitative insulin sensitivity check index ).

L’indice H.O.M.A. (Homeostatic model assessment) ci può dare informazioni sull’insulino resistenza e sulla funzionalità delle beta cellule del pancreas.

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